l'educazione parte dall'umano (2)
Quando le persone mi contattano per lavorare sul loro cane, la sfida più grande non è mai il cane: è far capire al proprietario che il vero cambiamento deve partire da lui. Il cane cambia, si adatta e si trasforma, ma lo fa sempre come diretta conseguenza del cambiamento delle persone con cui vive. Non è facile far comprendere a chi ti chiede aiuto che la radice del problema non è a quattro zampe, ma a due, e non tutti sono disposti a mettersi davvero in discussione, nemmeno quando sono stati loro stessi a cercarmi. Nei primi anni della mia carriera avrei voluto fermare le persone per strada e dirgi: "Guarda, questa cosa che stai facendo non fa del bene al tuo cane!". All'inizio con qualcuno l'ho fatto davvero, per poi rendermi conto di essere un'intrusa nella loro vita, piombata lì senza che il mio intervento fosse mai stato richiesto.
Con il tempo e con l'esperienza ho compreso quanto sia difficile entrare nel pensiero di un essere umano per fargli capire come ottenere ciò che desidera, consapevoli che per riuscirci è lui stesso a doversi "sacrificare" e a dover cambiare prospettiva. Molte persone spariscono e non si fanno più sentire. All'inizio credevo che questo fosse un fallimento e che rispecchiasse una mancanza da parte mia. Negli anni, poi, ho scoperto che in realtà le persone erano contentissime e avevano ottenuto i risultati, e per questo motivo non mi avevano più ricontattata. Questo, in alcune situazioni, mi manda in confusione e a volte un po' nel panico, perché mi chiedo dove ho sbagliato. Poi mi riprendo quando mi chiamano e mi dicono: "No, guarda, sono contento, tutto a posto. Anzi, do il tuo nome a tutti quelli che mi chiedono un addestratore di riferimento".
Purtroppo ci sarà sempre qualcuno pronto a leggere questo articolo in chiave negativa, pensando che se una persona sparisce sia perché si è trovata male e non ha il coraggio di dirmelo. Del resto, ci sono cascata anche io per prima, credendo per anni che quel silenzio fosse sinonimo di fallimento o di mia mancanza. Ho dovuto impiegare molto tempo per capire che non è affatto così, e me ne rendo conto quando, in via del tutto privata, ricevo messaggi o fotografie di momenti di vita spensierati insieme al loro cane, traguardi che non avrebbero mai raggiunto senza il mio intervento. D'altronde, il mio lavoro è fatto anche di facciata e di pubblicità, ed è per questo che ho una pagina Facebook, un sito internet e la macchina brandizzata. E voi, avete mai capito che il vero blocco eravate voi e non il vostro cane?
Nelle foto c'è la piccola Scully con la sua famiglia, dopo un periodo iniziale di frustrazione la cagnolina ha iniziato a fidarsi delle sue figure di riferimento ed il percorso ora appare in discesa e gioioso. Ringrazio Patrizia e Luca per la fiducia e per aver inviato queste bellissime foto.
L'educazione cinofila è prima di tutto un percorso umano!
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